domenica 15 novembre 2009

Problemi scacchistici: n.4

Scacco matto in 3 mosse


Il bianco muove e matta in 3 mosse... (non è difficile, ma nemmeno tanto facile..provate!)

sabato 14 novembre 2009

Il sistema colle: variante simmetrica

Ho già parlato in precedenza del sistema colle Quà. Ora però voglio presentarvi più nel dettaglio quest'apertura.
Contro quest' apertura il nero ha tantissime difese, quali la difesa simmetrica. E contro questa difesa, esiste un trucchetto molto astuto, e capita spesso di poterlo utilizzare contro i vostri avversari molte volte, ecco il video:




Semplice no? Ora non vi resta che applicare questo trucchetto e vincere un pò di partite! ;)

venerdì 13 novembre 2009

Provare nuove aperture



Negli scacchi ci sono una miriade di varianti, potremmo dire infinite, ma solo poche colpiscono la nostra attenzione. Sia perchè la vediamo giocare dal nostro giocatore preferito, sia perchè ci piace esteticamente come posizione.

Si può leggere ovunque che per giocare bene a scacchi bisogna impararsi quelle 3-4 aperture fondamentali, qualche conoscenza superficiale delle altre, e siamo a posto. Questo è uno dei consigli più utili e "gettonati" e devo dire lo condivido a pieno.

Però ogni tanto è anche buona norma variare il proprio repertorio, per una sola e semplice ragione: per entrare in partite diverse dal solito, e quindi avventurandoci a giocare in base alle nostre conoscenze generali del gioco e non in base alle mosse prestabilite dall' apertura.

Penso che ciò sia davvero utile per 2 motivi principali: per misurare la propria forza di gioco, e per riprendere l' entusiasmo quando di quando si giocava le prime volte.

Molti giocatori si preparano a menadito un' apertura e giocano sempre e solo quello per vincere. Ecco l' unico scopo, ma invece bisogna anche divertirsi, sperimentando nuove aperture per trovare posizioni nuove e per cimentarsi in calcoli di situazioni mai presentate.

E' ben risaputo che chi gioca la propria apertura preparata, contro un avversario che non conosce le aperture, molto probabilmente vincerà perchè l' altro giocatore non saprà come difendersi da quest' apertura. Ebbene, è proprio alla base di ciò che intendi suggerirvi di sperimentare nuove aperture poco conosciute.


Una nuova apertura

Immaginiamoci di giocare col nero, e il nostre avversario apre con...

1.d4

Ora, si aspetta risposte come: 1...Cf6, 1...d5, 1...e6, 1...d6, 1...g6 , 1...c6 e non si aspetterà di sicuro mosse come 1...e5, 1...Cc6 oppure 1...b5


Ecco questa è la mossa che voglio inserire nel mio repertorio...è molto affascinante.
Di certo non è la mossa migliore contro 1.d4 ma non per questo è da "buttare via", poichè questa mossa fa sviluppare il nostro alfiere in fianchetto e il pb5 avanzato può essere l'inizio di un'attacco di pedoni sull' ala di Donna (oltre che ad essere un' importante arma psicologica).

Ora dopo 1...b5 il bianco al 90% giocherà 2.e4 minacciando di giocare 3.Axb5 , uscendo fuori dall' apertura (l'apertura raccomanda di giocare 2.e4 seguita da 3.Ad3 e non da altre mosse come vedremo...).

2...Ab7 il nero minaccia il pe4 e il bianco il pe5, se ora avviene il cambio tramite 3.Axb5 Axe4 il cambio è favorevole al nero, poichè cambierebbe un pedone laterale con uno centrale del bianco.

Perciò se il bianco è un buon giocatore giocherà 3.Ad3 (e non 3.Cc3 poichè la spinta di pedone b5-b4 costringerebbe il bianco a spostare il cavallo, lasciando così indifeso il povero pe4).

Ora, giocare la passiva 3...a6 sarebbe sbagliatissima, perciò bisogna continuare a contrattaccare giocando la mossa 3...Cf6


Ora il bianco è costrtto a correre alla difesa del pe4 poichè dopo 4.e5 segue 4...Axg2, perciò le possibili difese del bianco sono:

  1. 4.f3
  2. 4.De2
Con 4.f3 il bianco difende solidamente il pedone e4 indebolendo il suo futuro arrocco, così il nero deve giocare attivamente giocando... 4...c5 (oppure 4...a6 e in seguito 5...c5).

Mentre con 4.De2 (migliore secondo me) si può giocare 4...e6 5.Cf3 c5! 6.Axb5 Cxe4 e il nero è riuscito a cambiare il suo pedone laterale con quello centrale del bianco.

Come potete vedere ci si ritrova a giocare partite nuove, divertenti, e non le solite aperture monotone, la sperimenterò nel torneo lampo di domani pomeriggio e vi farò sapere.. a presto!

giovedì 12 novembre 2009

Adolph Anderssen


Il suo vero nome completo è Karl Ernest Adolph Anderssen (1818-1879).

Tutti oggi lo ricordano come un giocatore di prestigio, un giocatore puramente romantico, le sue partite sono ricche di combinazioni straordinarie, il che implica una capacità di calcolo molto buona! Egli però non fu un bambino prodigio.


VITA

Anderssen nacque a Breslavia, e subito fu colpito da 2 passioni: la matematica e gli scacchi (alcuni ritengono che queste 2 arti sono strettamente correllate fra di loro).
Diventò così professore di Matematica dopo la laurea conseguita nel 1847 , mentre i primi risultati nell' ambito scacchistico li ebbe "solo" a 24 anni, quando pubblicò i suoi primi libretti scacchistici, i suoi primi problemi, e le sue prime riviste.

Nel 1851, venne convocato al prestigioso torneo di Londra dove parteciparono i più forti giocatori di tutti i tempi quali: Stounton, Szèn, e Kieseritzky.
Il torneo di Londra era sì un torneo prestigioso, ma non era un vero e proprio torneo ufficiale di come li intendiamo noi oggi. Infatti all' epoca non esisteva ancora alcun punteggio ELO, e il vincitore del torneo non avrebbe vinto alcuna carica se non il riconoscimento da parte del pubblico di essere il più forte giocatore tra i partecipanti.

In ogni moso Anderssen vince quel torneo, Diventando il giocatore più forte dei suoi tempi.
In quel torneo, ci lasciò per noi scacchisti due perle. La partita Immortale e la partita sempreverde. Chiunque le guarda rimarrà stupito dal gioco così fascinoso di Anderssen.

In seguito vinse e perse altre partite ma sempre con molta serenità.
Continuò a giocare a scacchi fino a tarda età, proponendo apertura nuove come 1.a3? (solo lui poteva fare queste cose! :)

Finito l' insegnamento Anderssen si dedicò solo e completamente agli scacchi per il resto della sua vita, incontrando nuovi astri come Paul Morphy.


PROFILO PSICOLOGICO

Anderssen
era un uomo molto tranquillo e dal carattere temperato, però molti si chiedevano però dove tirasse fuori tutta quell' energia che sprigionava sulla scacchiera.

Alcuni pensano che il suo gioco ardito era dovuto al fatto che Anderssen utilizzasse la scacchiera per evadere dal suo stile di vita laborioso e pieno di impegni (anche io la penso così).
Fu davvero un forte giocatore ma per il fatto di non aver saputo domare questo suo lato irruento sulla scacchiera, venne penalizzato prendendo delle belle batoste (evitabilissime se non si fossero giocate varianti complicate!).

mercoledì 11 novembre 2009

La forza del cavallo


E' risaputo che il cavallo è famoso per la sua abilità unica nel fare i salti. Infatti il cavallo può scavalcare i nostri pezzi quanto quelli del nostro avversario, e in una partita col centro chiuso, si rivelano sempre la migliore soluzioni per creare avamposti.

Tuttavia i cavalli sono ottimi anche nei finali, per creare grossi problemi ai Re avversari; vediamo questo diagramma:


Si sà che in posizioni come queste, bisogna fermarsi e immaginarsi di non avere i cavalli e quindi analizzare la situazione senza questi ultimi. Se riusciamo a prevalere, allora il nostro scopo diventa quello di cambiare i cavalli in modo tale di avere la vittoria assicurata.
Infatti il bianco segue questo principio, così cerca di crearsi un pedone passato sull' ala di re.


1.f5+! gxf5


2.gxh5 Rf6 3.Cd5+


Altrimenti il cavallo nero si porta in gioco tramite la casa c7. Ora inizia la gara a chi arriva prima a promozione.

3.Rg5 4.Re5! Rxh5 5.Re6! f4 6.Rd7


e non 6.Cxf4+ Rg5 7.Cd5 Rg7+ 8.Rd7 Cf5! e il cavallo nero riesce a fermare il pb5.

6...Cg7 7.Cxb6 Cf5 8.Cc4 Cd4 9.b6 Cb3 10.Rd6! f3 11.b7 f2 12.Ce3 Ca5 13.b8=D Cc4+ 14.Re6 Cxe3 15.De5+


Meravigliose mosse del bianco lo hanno portato alla vittoria...

lunedì 9 novembre 2009

La Scheveningen

La Scheveningen è stata introdotta da Paul Keres in una partita contro Efim Bogoljubov(Salisburgo 1943).
Questa variante,conosciutissima, è usata anche ad alti livelli...e si differenzia dalle altre per il tipo di difesa "a riccio" ma molto efficace.
Ecco una delle varianti più conosciute della difesa siciliana: la Scheveningen.


Questa variante è ottima per chi inizia a giocare la siciliana, e questo video ne spiega le linee principali.




Le mosse guida che caratterizzano la Scheveningen uindi sono:

1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 d6

La mossa che più di tutte fà capire al bianco che il nero vuole entrare in questo tipo di sistema è la mossa caratteristica 2...e6 perchè se altrimenti 2...d6 si entra in un Dragone.


Tuttavia questa non è una verità assoluta poichè anche dopo 2...d6 si può rientrare nella nostra Scheveningen: 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 e6

Ottenendo la stessa posizione del diagramma n.1
Tuttavia, preferisco questa seconda continuazione (con 2...d6) perchè il bianco si aspetta che noi giochiamo la variante del dragone mentre in realtà giochiamo la Scheveningen, e ciò può comportare già un fattore psicologico non indifferente.

La sesta mossa del bianco è da scegliere con cura. Solitamente si prediligono 6.Ae2 e 6.g4 ma si possono giocare tante altre mosse come 6.Ad3 6.Ac4 6.Ab5+

Perchè le mosse 6.Ae2 e 6.g4 sono le migliori?

1) 6.Ae2 mira ad un rapido sviluppo e mette l' alfiere in una posizione molto dinamica, pronto a potere fare varie manovre e a posizionarsi in f3 (ma anche in d3, perdendo un tempo).


2) 6.g4 mira a conquistare spazio ad est, lanciando contro il futuro arroco del nero una valanga di pedoni sorretti dai propri pezzi. Con la spinta in g4, il bianco ontengo continuare a spingere in g5, dove il pedone, in quella posizione, crea serie difficoltà ai pedoni del nero, poichè ogni spinta di pedone "f" o "h" creerebbe un grave indebolimento della struttura.


Ecco alcune partite in cui il nero ha avuto successo (anche in poche mosse)

Partita n.1




Partita n.2




Partita n.3




Partita n.4 (trionfo del bianco)





Re, Torre e Pedone vs. Re e Torre

Capita spesso di trovarsi in un finale con questi pezzi in gioco:


Il bianco ha un pedone in più, il che gli consentirebbe di vincere la partita (anche se il nero sacrifica la torre per il pedone).
Il Re bianco però può essere messo sotto scacco dai continui scacchi di torre e di conseguenza il bianco non riuscirà a spingere a promozione il pedone "a".

Il nostro problema è quindi capire come mettere al sicuro il re dai continui scacchi. Sembra ovvio che l' unica casa di fuga risulta la casa "a7", e quindi spingere il pedone a6-a7 è un gravissimo errore.

Così facendo infatti il Re bianco non avrà più alcun tipo di rifugio e la partita molto probabilmente finirà patta per ripetizione di posizione. Quindi, come deve agire il bianco?

Soluzione del problema (la costruzione di un ponte)



1.Rb6 cercando il rifugio nella casa a7

1...Tb1+ 2.Ra7 Bene, ora il Re bianco è al sicuro, ma il pedone però non può più avanzare... (diagramma).

2...Tb2 Tenendo il Re bianco intrappolato sulla colonna "a"

3.Tb8 inizia la costruzione del ponte.

3...Ta2 4.Tb6 Ta1 5.Rb7



Ed ora la promozione è assicurate per il pedone "a"